Le Iene eludono la par condicio e pubblicano su Facebook le botte di Barbareschi Un frame del servizio delle Iene  Il filmato  doveva essere trasmesso domenica sera, ma era stato bloccato. Un esempio di come Internet stia riscrivendo le “regole” degli equilibri in campagna elettorale.GIANLUCA NICOLETTILe Iene hanno pubblicato sul loro profilo Facebook ufficiale il video che vede il deputato Luca Barbareschi malmenare l’ inviato Filippo Roma, che lo insegue per chiedergli ragione del suo assenteismo in Parlamento. “Lo abbiamo inseguito, scoprendo che andava sino in Cina per girare le sue fiction», ha raccontato Davide Parenti, autore delle Iene. In tv probabilmente non sarebbe stato possibile vedere il servizio, ma la par condicio non tiene conto di Internet e così chiunque potrà  comunque visionare il reportage dell’ inseguimento, in più fasi, di un Barbareschi sempre più arrabbiato.     Il video con Filippo Roma e l’ onorevole Barbareschi era già era stato montato ed editato per essere trasmesso in prima serata domenica 13 gennaio, per la ripresa del programma  su Italia1, ma gli autori immaginando i problemi che avrebbe avuto Mediaset a trasmetterlo in tv hanno pensato di “regalarlo” alla rete, così da venerdì sera sta facendo il botto sui social network, dove gli utenti sembrano fare a gara per condividerlo quasi 25.000 condivisioni a 22 ore dalla pubblicazione.    E’ un esempio interessante per due ragioni fondamentali, in primis rappresenta un esempio di come la regolamentazione dei passaggi dei politici in radio e tv durante campagna elettorale abbia bisogno di un aggiornamento che tenga conto della possibile contaminazione attiva tra old media e social networking. Impossibile stabilire equità di esposizione sui media con un bilancino che misuri unicamente i tempi d’ intervento di ciascun candidato nei talk show radio televisivi.   Il potere di diffusione cross mediale di chi sappia usare con metodo e intelligenza le potenzialità della rete partecipativa, ad esempio Twitter durante una diretta, potrebbe notevolmente influenzare nel farsi un’ opinione quella consistente parte del pubblico televisivo che segue le dirette in tv condividendo pareri e commenti tramite i social networks. I numeri cominciano a essere consistenti, per esempio   Blogmeter per lo show di “Servizio Pubblico” tra Santoro e Berlusconi, ha registrato una “visione connessa” che ha scatenato 204.636 tweet, a un ritmo di 1.885 cinguettii al minuto.   In secondo luogo,  la stessa azione virale delle Iene, sembrerebbe segnare una rottura decisa con la regola aziendale di Mediaset, che ha finora seguito una linea di radicale chiusura verso il principio di libera condivisione in Internet del proprio prodotto editoriale, per cui tiene rigorosamente “in casa” lo streaming dei suoi programmi. Nel 2008 la tv del Biscione ha addirittura  intentato una causa contro YouTube, chiedendo di essere risarcita per i danni dei giorni di visione perduta a causa dei video, a brand Mediaset, che sconosciuti avevano pubblicato su YouTube.   Tuttora Mediaset fa immediatamente rimuovere tutti i video relativi a programmi delle  tv del gruppo, impropriamente pubblicati in rete da comuni utenti del servizio di video sharing, che dal 2006 appartiene a Google. Il video delle Iene forse per questo,  è stato da loro messo proprio su Facebook piuttosto che su YouTube.

Fonte: www.LaStampa.it 

 

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